Terremoto in Abruzzo: case belle, case subito!

maggio 6, 2009 alle 5:54 am | Pubblicato in abruzzo, berlupony, berlusco, berlusconi, berluska, berluspony, case, ricostruzione, silvio, terremoto, terremoto Abruzzo | Lascia un commento
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Ieri (07.04.09)

Il Sole 24 ore

Berlusconi: ricostruiremo una nuova città in 28 mesi

Subito 30 milioni di euro, poi i fondi strutturali per le catastrofi, alcune centinaia di milioni, stanziati dall’Unione europea. Sono questi i primi soldi che il governo utilizzerà per far fronte all’emergenza terremoto in Abruzzo. Ad annunciarlo è stato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine di una rapida riunione del Consiglio dei ministri ieri sera.

Oggi (05.05.09)

La Repubblica

Sisma, il decreto prevede che i fondi per la ricostruzione siano erogati entro il 2033
Gran parte del denaro verrà racimolata con nuove lotterie e provvedimenti anti-evasione

Terremoto, rabbia in Abruzzo
“Sui soldi il governo mente”

di GIUSEPPE CAPORALE

Terremoto, rabbia in Abruzzo "Sui soldi il governo mente"

ROMA – È stato ribattezzato “decreto abracadabra” per le innumerevoli devianze creative con le quali accompagna il processo di ricostruzione dell’Aquila. La luna di miele tra gli abruzzesi e Silvio Berlusconi ha subìto una prima e significativa increspatura. La lettura approfondita del decreto legge, e la verifica che i soldi all’Abruzzo in gran parte (4,7 miliardi di euro) saranno racimolati dall’indizione di nuove lotterie, dagli interventi sul lotto, e dai sempreverdi provvedimenti anti-evasione, soldi veri niente, e che in più le risorse saranno spalmate su un periodo lunghissimo (da oggi al 2033) hanno creato fremiti di rabbia prima isolati e poi sempre più partecipati.
Il tam tam (“Berlusconi ci inganna!”) è iniziato sui blog. Prima Facebook e poi i partiti. Prima i conclavi nelle tende poi le riunioni istituzionali. Una giovane donna, Rosella Graziani, che sa far di conto, ha messo a frutto tutto il tempo ritrovato e fino alla settimana scorsa inutilizzato per radiografare il decreto legge e poi bollarlo in una lettera pubblica: “Mai nella storia dei terremoti italiani avevamo assistito a una ingiustizia tanto grande. Un cumulo di menzogne ha ricoperto L’Aquila più di quanto non abbiano fatto le macerie”.

Quali le menzogne e dove l’inganno? I soldi veri, il cash disponibile che Tremonti rende immediatamente spendibile, si aggira sul miliardo di euro. Tolte le spese per l’emergenza, restano 700 milioni di euro destinati alla costruzione delle casette temporanee. E qui il primo punto: 400 milioni saranno spesi per edificarle nel 2009 e 300 milioni nel 2010. Se ne potrebbe dedurre che la totalità delle case provvisorie sarebbero, è bene riusare il condizionale, realizzate totalmente entro l’anno prossimo. Dunque qualcuno avrà un tetto a settembre, qualcuno a ottobre, qualche altro a gennaio, o nella prossima primavera. È così? È il dubbio che affligge. Secondo punto: le casette sono sì temporanee ma il decreto le definisce “a durevole utilizzazione”. Durevole. Moduli abitativi condominiali, magari lindi e comodi, a due o tre piani. In legno.


E le case in pietra? Qui la seconda questione campale: sembra, a scorrere gli allegati al decreto, che Berlusconi non possa concedere più di 150 mila euro per la ricostruzione dell’abitazione principale. E per di più questi soldi sarebbero veri fino a un certo punto, perciò la definizione di “decreto abracadabra”. Cinquantamila euro li concederebbe – cash – il governo, 50 mila li tramuterebbe in credito d’imposta (anticipato dalla famiglia terremotata e ammortizzato in un arco temporale di 22 anni). Altri cinquantamila sarebbero coperti con un mutuo a tasso agevolato ma sempre a carico del destinatario del contributo. Non si sa bene ancora se sarà così strutturato il fondo. Le norme del decreto subiranno fino a giovedì emendamenti e correzioni. Quel che comunque sembra chiaro è che la somma ipotizzata (150 mila euro) sarà sufficiente per una casa popolare e di nuova costruzione, ma è sottodimensionata per lavori di recupero e restauro conservativo. Nel centro storico dell’Aquila ci sono 800 edifici pubblici e 320 edifici privati, sottoposti a vincoli per il loro pregio. Ai dubbi che già gonfiano i primi timori si aggiunge poi l’offesa istituzionale subita dagli enti locali. Il governo, pur avendo appena licenziato la costituzionale a vocazione federalista, ha accentrato ogni potere di spesa. Penserà a tutto, come al solito, Bertolaso…

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